L’intervento in progetto si configura come un tassello della trasformazione urbana, contribuendo alla ridefinizione del paesaggio costruito attraverso la realizzazione di due edifici a blocco. Con altezze variabili di cinque e sette piani fuori terra e un livello interrato destinato ad autorimessa, il complesso accoglierà 69 unità abitative, dotate di spazi accessori quali autorimesse e posti auto.
L’architettura qui si manifesta nella sua essenza più profonda: non solo atto tecnico, ma espressione di un linguaggio che si intreccia con le esigenze della città e dei suoi abitanti. Gli edifici a blocco, con la loro configurazione razionale e funzionale, incarnano un principio tipologico consolidato, in cui la relazione tra il costruito e lo spazio aperto viene studiata per garantire un equilibrio tra densità abitativa e qualità della vita.
L’accessibilità al lotto è pensata in continuità con il tessuto urbano esistente: il collegamento carrabile avviene tramite la rampa dell’autorimessa, mentre l’accesso pedonale è diretto dal marciapiede pubblico, sottolineando l’integrazione con la viabilità e la permeabilità dello spazio. In questa scelta progettuale si riflette un concetto fondamentale dell’urbanistica contemporanea: l’abitare non è un’esperienza isolata, ma un dialogo costante tra la dimensione privata e quella collettiva.
Ogni nuova costruzione porta con sé la responsabilità di incidere sul volto della città, non solo in termini estetici, ma anche sociali e funzionali. La città non è una somma di edifici, ma un organismo vivo in cui ogni intervento contribuisce a definire nuovi percorsi, nuovi incontri, nuovi modi di vivere gli spazi. In questa prospettiva, il progetto non è solo una risposta a necessità abitative, ma un’occasione per plasmare il futuro del contesto urbano, nel segno di un’architettura consapevole e di un’urbanistica capace di guardare oltre il presente.